W.W. Raramente fotografo persone. Fare ritratti, poi, equivale di solito a fotografare persone che ti guardano, e questo non lo faccio spesso, anzi, direi che non lo faccio mai. Alcuni miei ritratti sono presi da dietro, come le foto di Kurosawa o di Godard, o come le foto di Peter Handke che cammina per strada. Non amo fare ritratti. E anche nei film, l'inquadratura che mi piace di meno è il primo piano di una persona.
L.B. Quattro dei suoi film finiscono con la morte: L'amico americano, Lo stato delle cose, Hammett, Nick's movie. E delle foto scelte per i suoi libri parlano di morte: cimiteri, carcasse di animali lungo le strade deserte dell'Australia C'è più morte che amore nelle sue immagini.
W.W. Il fatto è che io credo che l'amore sia qualcosa che non si può fotografare. Non può essere un soggetto: può stare solo nell'occhio, essere un atteggiamento dello sguardo. Per quanto riguarda la morte, la fotografia ne evoca immediatamente l'idea: perché ha a che fare col tempo, con la fine del tempo, con l'eternità.
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