NOLinearity
Voci di Vita
di Antonio Liuzzi
 

 

Antonio Liuzzi è nato a San paolo di Civitate quarant'anni fa.
La natura non lo ha avvantaggiato ma lui affronta la vita sorridendo abbracciato dall'affetto di uno stuolo di amici.
Vive nella città di Rimini percorrendola con l'inseparabile triciclo e con lo sguardo trasognato di chi è felice perchè è molto amato.

Il suo libro
"Voci di Vita in attesa del silenzio"
Sedici poesie e un monologo, è pubblicato da
Luisè Editore

Voci di Vita

  • Vestita da sposa
    Ti ho visto davanti a una chiesa
    con un vestito bianco da sposa.
    Era solo un sogno, perchè io
    di te avevo bisogno.
    Vorrei non amarti, per fantasia,
    sono solo perchè sono un uomo come te,
    ma è sempre un sogno.
    Poiché non puoi amarmi più,
    lascio la mia vita in capo al mondo.

  • Mille catene d'oro
    Ho sentito mille catene d'oro
    davanti a un bimbo mai nato,
    ho visto sua madre giocare
    con le bambole,
    io ero lì, non ci potevo credere.
    Sono un uomo indolente come mia madre,
    non sapevo niente, io ero lì.
    Bei colori nel vento,
    il mio cuore era nel vento,
    io uomo senza perché.

  • Voglio
    Voglio la luna nel cuore
    Ho bisogno del tuo grande amore
    Ho bisogno della mia libertà,
    della mia umanità
    della mia fedeltà.

  • Sogno di una vita
    Un giorno avrei voluto amare una persona molto cara, una mattina d'estate avevo deciso di andare a prendere il gelato nel solito bar all'improvviso mi vedo il suo dolce viso.
    «Cara ti va un caffè?» le chiesi; lei rispose «No preferisco un bicchier d'acqua» il sole era molto splendido allora andammo a fare due passi a piedi nel parco, c'erano dei bambini che ci guardavano con gli occhi ammirati non so perché, mancavano pochi minuti a mezzogiorno quando ci salutammo, io mi diressi verso casa molto lentamente.
    Il giorno dopo le telefonai «come stai?» «bene» mi rispose «ho solo un po' di febbre», allora capii che la sera non poteva uscire, e così pensai di andare a dormire.
    Mi ricordo che feci bene il letto mi rivoltai dall'altra parte e presi sonno, a un certo punto sentii squillare il telefono era mia madre che voleva farmi gli auguri di Natale, la mattina dopo andai a lavorare mezzo raffreddato perché non mi ero coperto bene durante la notte, pioveva a catinelle, lei sapendo che ero a piedi mi venne a prendere.
    Il pomeriggio dovetti portare il cane a spasso; la vita intanto continuava ad andare avanti, anche l'amore aveva i suoi buoni auspici, una bella sera mi venne a prendere il mio collega di lavoro per andare a ballare allora pensai di telefonare alla mia ragazza ma mi disse che aveva da fare i servizi in casa allora mi misi la giacca e andai con lui, non rimasi troppo tempo.
    Una domenica mattina andai a messa e all'improvviso mi vidi lei che era appoggiata sul pancale della chiesa, a un certo punto mi prese la mano e me la mise sulla sua guancia per farmi capire che mi voleva bene.
    Una carezza può aiutare un uomo a vivere in modo molto tranquillo, perspicace di un'intesa furibonda.
    Me l'aveva detto mille volte che lei mi amava per quello che ero, dopo uscimmo dalla messa e ci avviammo verso casa, io non volevo recare disturbo ai suoi, perché era già pronto in casa.
    Un uomo cerca sempre la scusa per poter un giorno essere convinto di amare se stesso, non si può credere negli altri con un po' di egoismo.
    Era il mio compleanno, preparai una piccola torta, delle bottiglie di spumante, aspettai due ore circa non venne nessuno allora chiamai la mia ragazza per telefono gli dissi tutto, lei si scuso e il giorno dopo mi diede un bacio per farmi capire che mi voleva ancora bene, come dire ti amo perché sei il mio gran amore.
    «Per principio Dio creo l'uomo in una grande raccolta umana, e disse voglio essere il re dell'amore» gli scrissi tutto questo su un biglietto bianco a fiori, «domani andiamo in campagna» le dissi, «se vuoi portiamo qualcosa da mangiare cosi stiamo un po' insieme, anche perché e una bella giornate».
    Giovedi 9 Febbraio lei mi disse la cosa più importante della mia vita «ti voglio tanto bene», il mondo ha bisogno ancora di tanto amore.
    La sera stessa avevamo preparato la cena a casa mia eravamo noi e un nostro amico d'infanzia anche per poter parlare un po' insieme, i volevo solo un po' di compagnia, poiché ero un po' desolato dal momento che ero sempre sul lavoro.
    Per pentimento di non avere almeno fiducia in me stesso, vorrei dedicare il mio amore a tutti coloro che ne hanno tanto bisogno.
    Era arrivato il giorno delle nozze dovevamo fare lo stato di unione presi per caso un amico della comunità della mia parrocchia perché vivevo da solo.
    Poi i parenti di lei, incominciavano a preparare il famoso corredo; all'esposizione c'erano molti amici e anche chi aveva portato i regali.
    Ci sposammo una domenica di Giugno un caldo intenso, io mi misi dei pantaloni di seta verde e camicia bianca e stessa giacca verde, invece lei un vestito bianco ai dolci capelli aveva una striscia verde che faceva una bellezza stupenda, ci venivano a prendere per portarci in chiesa, all'entrata c'erano dei fiori gialli e un tappeto blu, lei sorrideva e attentamente volgeva lo sguardo verso l'altare, a un tratto pero si mise a piangere, prima non sapevo il perché ma dopo capii che in quel momento mi voleva vicina, perché l'attesa l'ansia fanno un po' di ribrezzo, tutto mi sembrava impossibile dal momento che e la prima volta che vado all'altare.
    Al momento delle fedi ci guardammo l'uno con l'altro impauriti del senso di essere trascinati dal dubbio che qualcosa andasse storto.
    All'uscita di chiesa tanti amici e parenti ci buttavano dei mucchi di riso, e cosi ci avviammo al ristorante a pochi chilometri dalla chiesa, una grande tavola imbandita; io mangiai poco perché dovevo guidare durante il viaggio di nozze, c'era una grande festa anche i bambini si divertivano, dopo salutammo amici e parenti e partimmo a destinazione.
    Arrivammo in albergo proprio nel mezzo del verde; posammo le valigie in camera, facemmo due passi in attesa del grande evento; si parlava dei nostri progetti del futuro.
    Arrivo la sera cenammo a lume di candela, poi salimmo su in camera una bella suite di colore verde, io ero un po' stanco per il viaggio ma dire no a una gran notte d'amore non mi andava proprio giù dopo il resto era vita, una vita senz'amore era per me come un corpo contundente, non scendemmo rimanemmo in camera in silenzio a pensare al nostro primo l'unico bene della nostra vita.
    Il giorno dopo facemmo colazione in camera, e fino a pomeriggio decidemmo di rimanerci poiché non avevamo fame, poi andammo a correre nei campi, verso sera entrammo per cena sempre in camera dopo dormimmo stretti abbracciati con tanto amore.
    Non ci mancava il modo di conoscere altra gente, qualcuno ci faceva compagnia.
    Dopo una settimana partimmo di nuovo verso casa anche perché dovetti subito ricominciare a lavorare, lei era molto felice.
    Un giorno parlando per caso avemmo quasi deciso si andare a vivere in campagna, per il momento il bambino era piccolo allora dovemmo rimanere un altro po' in città.
    I giorni passavano, passo un altro compleanno ormai l'età andava avanti, pero mi sentivo molto forte, lei era ancora molto bella alla sua giovane età.
    All'improvviso decidemmo di fare un altro figlio, decidemmo di prendere una fattoria in campagna con una piccola casa, avendo un po' dei miei risparmi, due camere, due bagni, e la cameretta dei bimbi.
    Volevo dirle grazie per tutto quello che mi aveva dato, la vita la speranza e l'amore, anche se ero un handicappato, lei voleva che io lo dimenticassi.
    Io la prima volta ero molto perplesso nel pensare che potessi avere tutto, in cambio di un piccolo grande amore.
    La speranza non appassisce mai, dove uno può amare fino all'impossibile della vita.
    Questa e la vita di un uomo che si e voluto molto bene.

    Sognato a Rimini nel 1975